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Dopo il via libera dal Tesoro all’offerta vincolante di Air
France-Klm per acquisire l’Alitalia oggi è il giorno del giudizio dei
sindacati. Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha
informato il consiglio dei ministri dei termini della proposta del
gruppo franco-olandese, accolta dal cda dell’ex compagnia di bandiera.
L’azionista ha così annunciato che invierà una lettera ad Alitalia
contenente l’impegno ad aderire alle offerte pubbliche di scambio delle
azioni e di acquisto delle obbligazioni per tutti i titoli detenuti dal
Tesoro (che ha il 49,9%). Una decisione, quest’ultima, sulla quale il
presidente del Consiglio, Romano Prodi, «ha espresso condivisione», come
precisato da una nota di Palazzo Chigi, diffusa al termine della
riunione. Nella lettera, è stato spiegato, «viene inoltre specificato
che gli impegni assunti non saranno vincolanti nel caso in cui uno più
soggetti lancino un’offerta pubblica concorrente ed il ministero accetti
tale offerta».
La precisazione è a tutela dei «principi di trasparenza e non
discriminazione previsti dalla normativa sulle privatizzazioni e in
linea con la disciplina delle offerte pubbliche». Superato questo primo
paletto - che rientra tra le condizioni poste da Parigi - oggi se ne
intravede un altro nel faccia a faccia fra i vertici del gruppo
franco-olandese e di Alitalia con i sindacati. In vista di un possibile
nuovo passaggio del dossier mercoledì al prossimo Cdm. L’accordo con i
rappresentanti dei lavoratori è un’altra condizione «sine qua non» per
Air France-Klm per chiudere l’operazione, entro il 31 marzo.
Il numero uno della compagnia d’oltralpe, Jean Cyril Spinetta, arrivato
ieri sera a Roma, dovrà affrontare i nodi più spinosi del piano: oltre
ai previsti 1.600 esuberi, il futuro delle attività di terra di Alitalia
Servizi e del Cargo. Ed il percorso della trattativa non sembra in
discesa: il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha avvertito che il
sindacato «ha le spalle larghe per dire sì o no, con tutte le
conseguenze che comporta» mentre il numero uno della Cisl, Raffaele
Bonanni chiede un confronto «serio altrimenti, se hanno cominciato da
soli, possono anche finire da soli». E mentre l’Unione europea mette in
guardia sulla necessità che l’operazione segua regole di mercato
scongiurando l’ipotesi di interventi che si configurino come aiuti di
Stato, Alitalia ha avuto in Borsa, nella giornata di ieri, una seduta
drammatica (-26,76% a 0,39 euro) travolta dagli ordini di vendita,
all’indomani dell’approvazione del cda dell’offerta del gruppo
d’oltralpe, che a Parigi ha chiuso in ribasso del 4,38% a 15,28 euro.
Un’offerta che ha un costo di accesso al quarto mercato europeo, quello
italiano, da parte di Air France-Klm «quasi irrisorio» considerando le
potenzialità di Alitalia, ha scritto ieri il quotidiano francese Les
Echos. Resta, poi, il nodo Malpensa, con il rischio di risarcimento
danni per 1,25 miliardi chiesto dalla società di gestione Sea ad
Alitalia per il taglio dei voli. Air France-Klm ha chiesto che venga
scongiurato il pericolo, lasciando aperta la scelta di soluzioni
percorribili: «l’abbandono o la transazione del giudizio da parte di Sea
a condizioni soddisfacenti per Air France-Klm o l’impegno del ministero
dell’Economia e delle Finanze a indennizzare integralmente Alitalia,
eventualmente tramite l’adozione di un decreto legge o l’individuazione
di qualsiasi altra soluzione soddisfacente per Air France-Klm». Per
cercare la soluzione, ci sono stati contatti tra Palazzo Chigi e Milano
e, nella giornata di ieri, il premier ha parlato direttamente con il
sindaco Letizia Moratti. Intanto, il presidente della Sea, Giuseppe
Bonomi ha fatto sapere che «non è all’ordine del giorno» l’ipotesi di
ritirare la causa nei confronti di Alitalia. A favore dello scalo
varesino, scende in campo il presidente designato di Confindustria, Emma
Marcegaglia secondo la quale «l’attuale piano di Alitalia, così com’è,
prevede una grossa riduzione dei voli che vorrebbe o una logica di
moratoria o una qualche cosa che lasci spazio a Malpensa per ritrovare
altre compagnie che vogliano volare dallo scalo lombardo». |